Iperidrosi

Con il termine iperidrosi si indica un’eccessiva secrezione di sudore al piede rispetto alla norma; può essere generalizzata, circoscritta e comparire in seguito a fattori ambientali o emozionali.

Nel mondo scientifico si parla di iperidrosi qualora la secrezione superi i 100 mg di sudore per cm2 al minuto. Nella prassi clinica invece viene definita iperidrosi un grado di sudorazione che crea disagio in chi ne è affetto; si tratta perciò di una definizione altamente soggettiva.

Le ghiandole sudoripare rispondono ad impulsi del sistema nervoso simpatico che fa parte del sistema nervoso autonomo (sistema neurovegetativo). Qualora la regolazione della sudorazione a livello dei centri del sistema neurovegetativo non sia ottimale si può verificare una produzione eccessiva di sudore. La disfunzione è simile p.es. all’ipertensione arteriosa: i centri neurovegetativi reagiscono in modo esagerato ad impulsi anche minimi.

Dal punto di vista fisiologico, il contributo delle mani e dei piedi alla funzione termoregolatrice del sudore è minimo. La sudorazione dei piedi (e del palmo delle mani) serve soprattutto a inumidire la superficie cutanea, conferendo un grado di frizione che aiuta ad evitare di scivolare e perdere la presa. E’ ovvio che l’iperidrosi annulla tale funzione rendendo invece la cute viscida.

L’intensità della sudorazione non è costante, ma varia nell’arco della giornata, con livelli minimi durante le ore notturne, per raggiungere picchi p.es. in concomitanza di attività sportive, situazioni di stress psichico o psicofisico, esposizione al calore, etc.

Il livello di umidità della superficie cutanea dipende anche dal grado di evaporazione del sudore, che risulta ovviamente molto ridotto indossando scarpe chiuse, ed è condizionato da altri fattori come il materiale di composizione delle calzature ed il tessuto delle calze in grado di assorbire più o meno il sudore.