PODOLOGIA

PODOLOGIA

La podologia è una branca specialistica della scienza medica che si interessa dello studio e della salute del piede. Purtroppo il piede può essere afflitto da tanti problemi, tra cui, giusto per citarne qualcuno, troviamo: ipercheratosi (calli), duroni, onicopatia, onicodistrofia, onicofosi, onicogrifosi (unghie ispessite), onicocriptosi (unghie incarnite), verruche, ulcere, vesciche, infezioni, geloni, ematomi-subungueali, micosi (una forma di funghi), e varie deformazioni e/o malformazioni…

L’operatore sanitario qualificato per intervenire in queste spiacevoli situazioni è il Podologo; un esperto in grado di integrare l’intervento medico con la prevenzione, la cura e la riabilitazione. A tal scopo può suggerire trattamenti pre e post-operatori, oppure far confezionare ed applicare delle ortesi digitali o plantari, ovvero dei presidi terapeutico-riabilitativi atti a correggere e/o a compensare le deformità del piede. Il Podologo è anche in grado di riconoscere, utilizzando degli specifici esami strumentali, le alterazioni, precoci o conclamate, che necessitano di un eventuale controllo specialistico. Tra questi esami citiamo l’esame podoscopico e quello baropodometrico.

La valutazione funzionale podologica (diagnosi di funzione) è presupposto irrinunciabile per una corretta comprensione del quadro clinico presente in un determinato paziente e, di conseguenza, del protocollo terapeutico necessario alla risoluzione del problema. La sinergia tra diagnosi medico-specialistica e valutazione funzionale podologica è la migliore garanzia di efficacia dell’azione sanitaria nei disturbi podalici.

La valutazione funzionale podologica è, in primis, una valutazione clinica. Una corretta analisi della struttura e della conseguente funzione del piede e dei distretti correlati in riferimento ai sintomi riferiti dal paziente ed ai segni clinici rilevati dal Podologo, sono presupposto indispensabile per gli accertamenti diagnosti strumentali. La diagnostica per immagini, qualunque essa sia (radiografia, ecografia, risonanza magnetica nucleare, tomografia, baropodometria computerizzata in statica e dinamica, stabilometri computerizzata posturale, etc), non si sostituisce alla valutazione clinica ma ne potenzia l’efficacia. L’anamnesi, l’esame obiettivo del piede in ortostasi libera, in scarico, durante la deambulazione, indicano quale accertamento strumentale si renda necessario per completare il corretto inquadramento diagnostico.

Tornando alle ortesi, è interessante conoscere che tale parola deriva dal greco orthostithemi, composta da orthos, (corretto) e da tithemi, (disporre) e, nel suo insieme, significa “disporre in modo corretto”. Tra i vari studiosi del piede, il primo a rendersi conto della grande importanza dell’ortesi fu Jean Lelièvre, che nel 1952, pubblicò il “Manuale di patologia del piede”, dove raccontò come la sua esperienza lo convinse che le ortesi sono uno strumento terapeutico molto efficace; in detto libro ne descrisse sia l’impiego che le tecniche costruttive.

In seguito, nel 1977, Valente Valenti, altro affermato studioso del piede, pubblicò “Le ortesi del piede”, dove sottolineò l’importanza di questi supporti terapeutici, ne descrisse l’applicazione e ne illustrò alcune tecniche costruttive. Nel libro citato egli scrisse: “… è indubbio che, salvo i casi ben individuati, le ortesi non possono correggere miracolosamente i più tenaci squilibri e le più vistose deformità, ma è altrettanto certo che l’azione chirurgica non può procurare da sola la correzione per la quale la si impiega in modo esclusivo e si rischia di procurare grosse delusioni”.

Da allora, la costruzione delle ortesi è notevolmente migliorata e ora è alquanto più mirata a soddisfare le necessità delle varie patologie del piede. È stato approfondito lo studio dei materiali e sono state escogitate moderne metodiche di costruzione, che rendono le ortesi più efficienti e funzionali.

Le ortesi si suddividono in “ortesi digitali” ed “ortesi plantari”, quella più diffusa è certamente quella plantare. Si possono inoltre suddividere in quattro grandi famiglie:

– ortesi per l’infanzia, che vengono generalmente usate per compiere un’azione correttiva al fine di riportare alla norma lo squilibrio sia esso strutturale che funzionale;

– ortesi per adulti, che si distinguono per il loro impiego che spesso è permanente, in quanto compensano un’alterazione irreversibile, sia essa strutturale e/o funzionale;

-ortesi per sportivi, con lo scopo di evitare gli infortuni e migliorare la performance sportiva;

-ortesi per diabetici, con lo scopo di evitare la formazione di aree di ulcerazione e di scaricare le stesse qualora queste fossero presenti.

Generalmente la guarigione si ottiene dopo qualche mese di trattamento. La messa in opera delle varie ortesi è indolore e possono essere usate all’interno delle calzature.

Per correggere i problemi ungueali il podologo può anche realizzare una rieducazione ungueale (ortonixia); questa gli consentirà di agire sulla curvatura dell’unghia che spesso si accentua creando così i presupposti per unghie incarnite o calli periungueali, estremamente dolorosi.